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“CONSORZIO SI, CONSORZIO NO”, È GIUSTO PAGARE?
Mercoledì 02 Febbraio 2011 19:11

E' davvero contorto il dilemma sulla legittimità o meno delle tasse e del Consorzio di Bonifica che ogni anno torna a battere cassa. Al pagamento sono tenuti tutti i cittadini, aziende ed enti pubblici che insistono sul territorio della provincia di Arezzo, benché il Consorzio riguardi la bonifica della Valdichiana. Non è un controsenso secondo Paolo Tamburini, il presidente dell'ente ”inquisito”. Anche i terreni e le acque reflue delle abitazioni esterne alla vallata in questione sono potenziali responsabili della sanità del terreno della Valdichiana e in qualche modo passibili di bonifica. Per rendere tutto più chiaro ripercorriamo la storia di queste imposte e del suo esattore. Recentemente, come avvenne l'anno scorso il Consorzio di Bonifica della Valdichiana ha inviato i nuovi avvisi di pagamento a tutti i residenti in vallata (compreso Arezzo) in riferimento alle tasse da pagare a fronte del servizio di mantenimento e cura del territorio (pulizia fossati, sanificazione terreni e simili). Alcune associazioni come Acli non ci stanno e chiedono l'eliminazione del Consorzio. Assieme a loro il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani si rivolge direttamente al presidente di Regione Toscana Enrico Rossi per lo scioglimento del Consorzio. Carlo Alberto Carini, sindaco di Monte San Savino, ma in qualità di presidente Confartigianato Imprese Valdichiana si dice contrario in quanto “i cittadini sono già oberati da tasse di urbanizzazione ed è fuori luogo la richiesta di ulteriori imposte visto lo stato attuale dell'economia del paese”. “La Voce” ha così fatto un sondaggio fra le amministrazioni che si sono unite al consorzio secondo quanto previsto dall'articolo 31 al Capo “V” (Forme associative) del “Testo Unico sull'ordinamento degli Enti Locali”. Ai cittadini dei comuni di vallata sono stati richiesti dai 10 ai 24 euro, anche 500 euro a poche decine, mentre ai Comuni si chiedono dagli oltre 7mila di Marciano ai 57mila di Cortona, 100mila di Arezzo.

Per la maggior parte viene condivisa l'utilità dell'operato del Consorzio ma magari si potrebbe pensare a far gestire il servizio direttamente dalla provincia: Il rischio da quanto emerge dalle interviste è la minor efficienza del servizio per restrizioni varie ed eventuali del patto di stabilità e tagli di bilancio ma con il vantaggio di pagare solo per il servizio e non per caricare sui cittadini le spese di personale in esubero che comunque, per finire il circolo vizioso, dovrebbe essere riassorbito dalla provincia o questa trovare un addetto che se ne occupi d'ufficio. Il territorio del Comune di Arezzo si sa, si affaccia sulle quattro vallate. Sarebbe forse giusto dando credito alla bontà dell'operato secondo i sindaci della Valdichiana che a pagare fossero solo le frazioni rivolte alla valle del Canale Maestro: San Zeno, Rigutino, Policiano, Ripa di Olmo, Frassineto e via a seguire ma si chiedono gli abitanti di aree estranee alla vallata inquisita: “cosa c'entriamo noi con il territorio della Valdichiana?”. A tal proposito interviene il dott. Paolo Amorosi uno dei lettori de “La Voce”, dottore commercialista, revisore contabile e consulente tecnico giuridico presso un noto studio aretino. Paolo Amorosi ci scrive: “sono un abitante di Antria che ha ricevuto la richiesta di versamento del Contributo a favore del Consorzio di Bonifica della Valdichiana Aretina. Un'altra gabella" - sottolinea Paolo Amorosi - "che va ad aggiungersi alle altre innumerevoli tasse che ogni contribuente deve versare”. “La Voce” recentemente è anche consultabile online (www.lavocepress.it) dove il tema consorzio è già stato trattato pubblicando varie interviste e contributi. Su quelli lo stesso Paolo Amorosi ha apportato interessanti approfondimenti e ha inviato alla redazione un richiamo al tema dei consorzi della nostra regione e sul loro peso fiscale. Tema ripreso dall'edizione del quotidiano “Il Tirreno del 21 giugno 2007 con articolo dal titolo “Sono in tredici e costano una fortuna” (cfr.) - VEDI PAGINA A FINE ARTICOLO - Queste le domande poste ai sindaci di vallata:
Che opinione ha su tale Consorzio e sul servizio reso a fronte anche delle alte cifre richieste ? Potrebbe essere un servizio gestito in proprio dalla Provincia di Arezzo ? quali le conseguenze nel bene e nel male ?

 Per Marciano della Chiana, secondo il sindaco Marco Barbagli “I comuni e altri enti locali sono tenuti ad applicare la legislazione vigente, una norma questa (cfr. articolo 31 del Testo Unico Enti Locali, Capo “V”) che ci impone di costituire dei Consorzi di Bonifica che tutelino il territorio. Il mio Comune ha sicuramente ottenuto dei benefici tangibili, negli ultimi tre anni da quando di fatto il Consorzio sta operando abbiamo avuto una programmazione più puntuale con interventi risolutori”. Sulla gestione del servizio “Sicuramente la Provincia secondo Barbagli ha tutte le carte in regola per poterlo svolgere, recuperando risorse dalla fiscalità generale che le compete. Penso che potrebbero essere ottimizzate le risorse umane, tecniche e di mezzi che la Provincia già possiede ma è impensabile dare ulteriori competenze ad un ente senza prevederne le coperture. L'eventuale eliminazione può portare ad una riduzione dei costi, ma non alla completa eliminazione di una tassa o di un adeguamento di altre. Riguardo al personale credo che possa comunque essere utilizzato dalla Provincia stessa per lo stesso servizio. “Tutti dobbiamo contribuire al mantenimento e salvaguardia del nostro territorio conclude Barbagli - sia chi possiede dei terreni, sia coloro che non hanno terreni ma che immettono comunque nel territorio acque, sia gli Enti Pubblici. Dovremmo recuperare quella sensibilità e quel rispetto del patrimonio che i nostri nonni e chi ha reso questa Valchichiana così prospera ci hanno lasciato, senza la necessità che qualcuno ce lo debba imporre”.



L'Assessore Ambiente del Comune di Foiano, Stefano Loppi, definisce “Giusta la tassa e importante il lavoro svolto dal Consorzio”. “È importante rimarcare prosegue Loppi - che il totale dei contributi per il 2010 per il territorio del Comune di Foiano ammonta a circa 97mila euro, a fronte di lavori effettuati dal Consorzio sempre nel 2010 per un ammontare superiore ai 126mila euro per vari corsi d'acqua (Berigno, Esse Secco etc...) più un intervento effettuato recentemente in somma urgenza al Rio di Fontalpiano che creava frequenti problemi di allagamento lungo via Telle”. Gli interventi del Consorzio di Bonifica sono estremamente importanti per la tutela del nostro territorio, non solo in regime di manutenzione, ma anche in relazione agli eventi piovosi, sempre più frequenti e impetuosi, e al possibile rischio idrogeologico che ne potrebbe conseguire. “Nell'ottica del federalismo, che sembra imminente conclude l'assessore Ambiente di Foiano - è da notare che i contributi dovuti al Consorzio di Bonifica sono totalmente legati al territorio e alla sua salvaguardia”.




“Gli interventi effettuati nel territorio di Cortona specifica il sindaco Andrea Vignini - sono stati numerosi e hanno reso più sicuri reglie e torrenti, come è stato dimostrato recentemente. Infatti non hanno creato problemi di sorta. Certo, questo servizio potrebbe essere gestito in proprio dalla Provincia. Il vantaggio sarebbe l'eliminazione della tassa, lo svantaggio che anche questo servizio sarebbe sottoposto ai tagli di Bilancio e al Patto di Stabilità, risultando così molto meno incisivo. Il rischio di mandare a casa il personale a fronte del risparmio sulle tasse c'è, ma immagino conclude Vignini - che potrebbe essere evitato integrando il personale del Consorzio nella pianta organica della Provincia”.

 

 





 A Castiglion Fiorentino il sindaco Brandi la pensa allo stesso modo di Vignini sull'assorbimento delle funzioni del Consorzio in seno alla provincia in termini di servizi o di personale addetto che li gestisca. “Non credo - spiega il sindaco Paolo Brandi - che una richiesta media di 24 euro possa definirsi alta, considerando che tra i contribuenti coloro che vanno dai 10 euro ai 50 rappresentano quasi il 90% degli utenti. Gli utenti chiamati a pagare sopra i 100 euro sono appena l'1,9%. Credo - continua Brandi - che su questa vicenda ci sia troppa demagogia, non si può parlare di esborsi esosi da parte dei cittadini. Altra cosa è individuare una corrispondenza fra cifre richieste e ricadute nel territorio. Credo che l'utilità del consorzio debba essere misurata sulle cose che fa. Per quanto riguarda Castiglion Fiorentino questa utilità c'è stata con interventi su alcuni importanti rii e torrenti castiglionesi, nonché la compartecipazione del Consorzio stesso ad un intervento per la messa in sicurezza idraulica della cosiddetta “reglia dei mulini”, corso d'acqua che ogni anno in presenza di piogge abbondanti crea allagamenti e esondazioni. Indubbiamente il servizio potrebbe essere gestito dalla provincia, ma poiché si tratta di numeri questo non comporterebbe diminuzioni significative dei costi perché gli interventi determinano sempre delle spese e le ditte che li eseguono devono essere pagate. Si potrebbe risparmiare sui costi degli organi “politici” ma questo inciderebbe in maniera davvero minima sulle tasse che in ogni caso i cittadini sarebbero chiamati a pagare. La questione attiene al fatto che i consorzi, così come tutti gli altri Enti Pubblici, devono aumentare in efficienza ed in efficacia introducendo criteri di azione e programmazione che appartengono al privato. Concludo dicendo che i cittadini hanno ragione ad arrabbiarsi se i denari da loro spesi non corrispondono ad un aumento dei servizi o ad un miglioramento di quelli esistenti, hanno meno ragione ad arrabbiarsi quando, complici i populisti di ogni risma, pensano che i servizi di qualunque natura debbano essere gratuiti. Si protesta per i 20 euro annui da dare al Consorzio di Bonifica e non ci si rende conto che si spendono 20 euro in meno di una settimana per cornetto e cappuccino”.

 Massimiliano Dindalini sindaco di Civitella dà un altro contributo interessante. “Per quanto mi riguarda sostiene il sindaco Dindalini - il consorzio non è assolutamente indispensabile, basterebbe modificare la legge e consentire alle province di gestire la manutenzione del reticolo idraulico. Inoltre i cittadini del comune di Civitella sono divisi tra le competenze del consorzio di Bonifica del Pratomagno e della val di Chiana Aretina. Ritengo invece che il servizio erogato sia indispensabile per il territorio e per la manutenzione del reticolo idrografico minore che costituisce un elemento di protezione e prevenzione dai rischi derivanti dal dissesto idrogeologico. Credo che l'imposta richiesta ai cittadini anche se si configura come un nuovo tributo sarebbe necessaria anche con una eventuale gestione della provincia. Occorre anche un po' di chiarezza in merito. Dal punto di vista dei costi l'eliminazione del consorzio Val di Chiana in favore di una gestione della provincia comporterebbe le seguenti economie: 30mila euro indennità lorda del commissario, 9,6 mila euro è l'affitto annuo della sede, 5mila euro pe i revisori dei conti (tutti i costi sono arrotondati in eccesso). Totale 45mila euro. Consideriamone comunque 50mila. Sono una cifra importante in periodi di crisi come questa, la cui economia però non inciderebbe sulle bollette per i cittadini. Infatti gli utenti (coloro ai quali è arrivata la bolletta) del consorzio sono circa 50mila e di conseguenza se risparmiassimo 50mila euro il beneficio medio all'anno sarebbe di 1 euro, e non credo sia qualificante. Forse sarebbe meglio dire ai cittadini che abolendo i consorzi non si eliminerebbero le bollette ne' tanto meno si alleggerirebbero, ma si potrebbero fare alcuni investimenti in più, pari a circa 50mila euro all'anno, a beneficio di tutta la collettività”.